Nella mattinata del 9/5/2012 lo yacht Eden Blu, un 15 (?) metri in trasferimento da Pescara a Fano e condotto da un professionista Abruzzese, ha speronato ed affondato il piccolo motopesca in pesca William il Grande, tranciandolo in due.
Salvi per miracolo i due pescatori, di cui un, in particolare, ha rischiato grosso essendo caduto in mare dopo aver perso i sensi
Questa la dinamica secondo
Riviera Oggi
La cronaca Marchigiana de "Il Messaggero" del 10/05/12 narra invece i fatti in modo leggermente diverso ponendo l'accento su un possibile errore o avaria dell'autopilota, mentre attribuisce il salvamento del marinaio svenuto all'intervento di una giovane collaboratrice del professionista che si trovava a bordo dello yacht e che si gettata in mare riuscendo a riportarlo a bordo (e indirettamente dimostrando che lo yacht ha subito relativamente pochi danni)
Sia come sia, e visto che questo non è il primo incidente per il quale si incolpa l'autopilota, le domande da porsi sono due:
1) questa tecnologia è davvero sicura, soprattutto se adottata su mezzi veloci o per contro l'eccesso di sicurezza può favorire il disastro?
2) è il caso di dare certi mezzi in mano a chiunque? (a prescindere dall'esperienza del
comandante in questione)
Non voglio scatenar polemiche, perchè un 40CV può fare 25-30
nodi come un 200 CV ed essere entrambi pericolosi indipendentemente dal possesso di una patente, ma decine di tonnellate di
stazza da spostare in acqua sono diverse da qualche centinaio di chili e nessun esame "entro" o "oltre" le 12 miglia certificherà mai l'effettiva capacita di farlo.